Quella che sto per raccontarti è veramente una bella storia e sono sicura che non sono stata l’unica a viverla. Ma voglio raccontarla perché è giusto che anche coloro che non l’hanno vissuta, possano rendersi conto di cosa vuol dire essere un’Azienda con la A maiuscola.

Personal brand: Canva, lo stai facendo bene

Ieri è stata una giornata come tutte le altre. Un po’ di blogging, un po di SEO, coccole ai gatti, insalatona per pranzo e di nuovo davanti al pc per programmare qualche post per il mese di Agosto. Già, perché la programmazione sui social a fronte di un po’ di mare in previsione, è indispensabile. Siccome non avevo particolari esigenze grafiche che mi costringessero ad usare Photoshop, ho aperto il mio amato tool Canva, che per i post su Facebook apprezzo molto per la velocità e la semplicità di utilizzo.

Dopo qualche minuto mi accorgo che c’è qualcosa che non va. Carico le mie foto ma vedo che l’upload non è completo. Mah, sarà stanco, in fondo è Agosto anche per lui, penso. Chiudo, passo ad altro. Dopo un’oretta ritorno ma ancora niente. Ok, risolvo in altro modo e passo a Photoshop (anche se credo si sia offeso per non essere stato la mia prima scelta, visto che ha deciso di crashare un paio di volte).

In sé, non è stato un grandissimo problema: può capitare che a volte gli strumenti non siano performanti o che i server siano più lenti del solito.

Un piccolo danno all’immagine: come risolverlo

Se ti chiami Canva, però, devi qualche scusa ai tuoi utenti o almeno è quello che avranno pensato in azienda; scusa che in ogni caso, io non sentivo di pretendere in alcun modo, dal momento che non ho MAI e ripeto MAI avuto problemi con questo tool. Mi rendo anche conto, però, che per mantenere una certa immagine e far emergere il proprio personal brand rispetto alla concorrenza, ci voglia una marcia in più, uno scintillio che gli altri non hanno.

Ed ecco che oggi ricevo una mail, da parte del team di Canva:

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Beh, devo dire che ho apprezzato parecchio il loro messaggio. Questo significa possedere un’attenzione coi fiocchi verso i clienti. Vuol dire saper gestire le situazioni, chiedere scusa quando si sbaglia, mantenere un’immagine di professionalità ed efficienza oltre gli standard. Altrimenti, non puoi chiamarti Canva e non puoi pretendere di avere il seguito che hai.

Morale della favola

Il tuo personal brand risalta anche attraverso la tua cura del rapporto con i clienti e con i collaboratori. Il customer service è senza dubbio una parte fondamentale del web marketing, che dev’essere curato e seguito da persone capaci e responsabili. Certo, se Canva fosse completamente a pagamento avrebbe potuto offrire qualche sconto o una serie di immagini stock gratuite, ma in questo caso le scuse sono abbastanza, per quanto mi riguarda.

Prendiamo esempio e impariamo da un’azienda non proprio fresca sul mercato, a gestire le relazioni con i clienti. Anche questo è personal brand!

Grazie Canva, scuse assolutamente accettate!

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